shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0.00
View Cart Check Out

Single Blog Title

This is a single blog caption

UNDERDOGS: IL GATTO E’ NEL SACCO

Sabato scorso al Velodromo Vigorelli di Milano le Underdogs Bologna hanno scritto la storia e sono diventate campionesse d’Italia battendo per 32 punti a 14 le Unicorns Apuania. E’ stata una partita spettacolare giocata in una cornice che le ha reso la giustizia che meritava. 

Se siete sul pezzo avete già tutte le info della partita; i TD, le corse, i placcaggi etc… Quello che è giusto fornirvi ora è il nostro manuale, la ricetta, la formula magica di questa favola che per sobrietà e chiarezza chiameremo “LA LIETA STORIA DEL GATTO NEL SACCO: Manuale pratico di come passare dal non aver vinto un ca**o ad essere Campionesse d’Italia.”

Ok. Ora prendete carta, penna e delle forbici dalla punta arrotondata (che vi serviranno per minacciare quelli che incontri di tagliarli dalla formazione) e partiamo:

REGOLA N.1: 

Sentirsi ripetere allo sfinimento che “Siete brave ma non avete vinto un ca**o”. 

È un mantra che vi deve accompagnare in campo, ma anche fuori. Per esempio se siete in pizzeria e il cameriere vi chiede “tutto bene?” La risposta automatica è: “Mah… insomma… sono brava ma non ho vinto un ca**o”

REGOLA N.2: 

Mai. E dico mai dire gatto. A meno che tu non stia trasportando un piccolo quadrupede miagolante in una sportina o abbia concluso un placcaggio correttamente. Allora si che puoi dirlo perché “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. 

“CORRE IL QUBBIIIIII”

Ehm .. scusate è Kat che sta urlando a caso lo schema dell’attacco.

Kat, non è il momento ..

REGOLA N.3:

La broncopolmomorte* non è una malattia infettiva anche se lo sembra. Anche se fa paura. Si manifesta con tosse cronica e ripetuta durante e fuori dall’allenamento. Nel momento del/i colpo/i di tosse il viso si modifica e ci si trasforma nel gatto bianco dei meme. E no, non si cura nemmeno con Kaloba**.

*Per maggiori info e studi specifici potete rivolgervi a Pucci. 

**Sponsored by Giada Zocca 

REGOLA N.4:

Kaloba cura tutto tranne la broncopolmomorte. In alternativa c’è l’Oki***.

***Se siete Ian Nate, Tommy, Nina o Mitia vanno bene anche i bacini sulla bua di mamma Yaya e mamma Wonder.

REGOLA N.5:

“CORRE IL QUUUBIIIII”

Kat per favore calmati e vai a dare una spolverata al trofeo.

Dicevo… 

REGOLA N.5:

Fate delle liste. Le liste aiutano voi e, per quanto possibile, la vostra sanità mentale. Fate le liste delle presenze, le liste del merchandising, la lista delle future liste che andranno fatte.

E poi, in caso di vittoria del CIFAF fate pure la lista degli anelli da far produrre.

Bruttoh?!

N.B.: Ci siamo informate e le notifiche push di sollecito dall’app che gestisce le vostre presenze ad allenamento non possono essere equiparate allo stalking… purtroppo.

REGOLA N.6:

Non bere le bibite energetiche scadute che sono state abbandonate nel corridoio dopo il raduno della Nazionale.

Ah ma… 

REGOLA N.7 :

Durante l’allenamento gli scatti da eseguire sono circa 20 ma sembrano 2739282milioni, i cerchietti sono piccoli e veloci e poi allarghi, Nicoletta è sempre prolisso nell’huddle di fine allenamento e quest’ultimo viene chiamato da Mary. 

“UNOOOO, DUEEEE …” 

No Mary. Non ora. Ma grazie. 

REGOLA N.8:

Manes non si pronuncia Meins.

(O forse si?)

REGOLA N.9

Il Dragon Pub non è Narnia, ma ci assomiglia. E’ una luogo magico di trastullo e perdizione dove la temperatura tropicale non influenza minimamente la tua voglia di carbonara o salsiccia e fagioli.

La cabala prevede che tu non scelga il tuo menù: puoi mangiare solo quello che hai mangiato l’ultima volta che sei andata al Dragon prima dell’ultima vittoria.  

REGOLA N.10

Non ci sono regole. 

Solo un inno: 

“UNO. DUE. TRE. FAMIGLIA.

QUATTRO. CINQUE. SEI. UNDERDOGS” 

 

CORRE IL CUBBIIII

Evabbè. Kat fai come vuoi. 

 

                       #WHOLET THE DOGS OUT?